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La “buona scuola” di Correzzana: domande senza risposte

Da qualche tempo nei bar del paese non si parla che di scuola. In particolare della scuola primaria di Correzzana, decantato fiore all’occhiello e fonte di invidia per tutti i Comuni confinanti ma recentemente teatro di fenomeni un po’ singolari.

Il fenomeno singolare sarebbe rappresentato da una classe di bambini posizionata nel seminterrato.

Per inciso: se lavorassimo a uno dei giornaletti della zona o volessimo aderire alla scuola dell’informazione manipolata avremmo probabilmente titolato “ Trenta bambini stipati come sardine nel seminterrato della scuola ” ma siccome siamo signori, ce ne asteniamo.

buona scuolaIl problema della 2^ B infatti non è tanto la mancanza di spazio, quanto il fatto che i locali seminterrati in cui l’aula è ospitata non sono autorizzati per essere utilizzati in quel modo. Per una serie di questioni tecniche, infatti, in quegli spazi seminterrati è autorizzata la permanenza di persone solo per tempi molto limitati. Come mai i bimbi siano stati sistemati lì invece che all’ultimo piano, dove pure ci sono ampi spazi attualmente adibiti ad aula magna, è un mistero che un gruppo di genitori sta cercando di dipanare, in un faticoso ping pong tra la dirigenza scolastica, l’amministrazione comunale e l’ASL.

Questa faccenda ha di fatto stimolato l’interesse dei genitori anche su un’altra questione che riguarda la 2^ B della scuola primaria ma anche l’intera scuola materna: si tratta del rischio di esposizione al gas radon che può essere presente nei locali costruiti a diretto contatto col terreno quindi seminterrati, interrati e i piani terra senza sottostante piano interrato.
Il radon è un gas che si produce naturalmente nel sottosuolo e che in ambienti chiusi non adeguatamente isolati ristagna, portandosi a concentrazioni elevate nell’aria. L’esposizione prolungata al radon è altamente nociva per la salute, in quanto nel tempo amplifica di molto la probabilità di contrarre un tumore ai polmoni (info: http://www.misurediradon.it/danni-radon.htm): una permanenza di 7 ore al giorno in un locale a contatto con questo gas nocivo non è sicuramente salutare.

Morale: i genitori di alcuni bambini si sono rivolti al sindaco per avere assicurazione sul fatto che anche da questo punto di vista tutto fosse in regola, cioè che fossero state eseguite le rilevazioni previste dalla legge per conoscere la concentrazione del gas radon nei locali seminterrati della scuola primaria e se i locali seminterrati fossero adeguati a questo problema.

Alle loro domande sono seguite fino ad oggi risposte parziali, frammentarie e non debitamente documentate.

Per contro, fonti ufficiali dell’amministrazione e della maggioranza che si interfacciano quotidianamente con i bambini della scuola e con i loro genitori, danno per certo che tutto è a posto, che il Comune ha passato alla dirigente scolastica tutte le carte e che a Correzzana i livelli di radon (all’esterno) sono bassi, quindi il problema non sussiste. Secondo l’amministrazione il polverone sarebbe stato causato da qualche genitore che avrebbe fatto allarmismo. Questa è anche la posizione circolata in Commissione Istruzione, riunitasi di recente per il Piano del Diritto allo Studio.
Risultato: come stiano realmente le cose ancora non è dato verificare e a scuola la tensione si taglia col coltello ovviamente a spese di chi ha posto le domande.

Date un’occhiata a RADONMAP, sito nato dal progetto “Scuola e casa…a misura di Radon” e avrete informazioni sul tema della radioattività naturale e soprattutto sulla presenza del gas nella nostra zona.

Allora, per rimettere un po’ in ordine le idee: c’è un gruppo di genitori che si preoccupa per la salute dei propri bambini. Che cosa c’è di strano? In qualunque paese normale, sarebbe ovvio e sacrosanto.

Gli stessi genitori si prendano la briga, anche a nome di tutti gli altri, di approfondire questioni importanti: un bel segnale di senso civico e volontà di partecipazione, che in un paese normalmente civile avrebbe sortito l’immediata esposizione di tutta la documentazione utile e ricevuto un “grazie per la collaborazione”.

Invece a due mesi dall’emersione di questa vicenda, in assenza di risposte certe con la relativa documentazione e di alcun provvedimento cautelativo nei confronti dei bambini – neppure in via provvisoria – l’amministrazione etichetta questi genitori come allarmisti.

A questo punto l’unica cosa che ci sta a cuore è che i genitori (tutti) abbiano le risposte che aspettano e che ai bambini della scuola di Correzzana sia garantita la dovuta tutela, da parte di un’amministrazione che fino ad ora si è mostrata più attenta a curare il proprio consenso che ad assumersi le responsabilità del caso. Il resto è aria fritta che lasciamo ai professionisti della manipolazione.

Noi non escludiamo a priori l’ipotesi che sia tutto in ordine: ce lo auguriamo vivamente. Quel che è certo è che in un caso o nell’altro, il Comune è tenuto a mostrare la documentazione completa. Dal momento che ciò non è avvenuto, e dal momento che dopo tutto ciò che abbiamo visto negli ultimi 24 mesi, di fiducia nelle dichiarazioni dell’amministrazione e in quelle dell’ufficio tecnico non ne abbiamo più, a sostegno dell’istanza di quei genitori pochi giorni fa abbiamo a nostra volta inoltrato una richiesta di accesso agli atti presso gli Uffici comunali, chiedendo quanto in allegato.

Basta con i ping pong e fuori le carte, tutte!

buona scuola

Torneremo appena possibile su questo delicato tema con informazioni circostanziate.

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