L' ALTRA VOCE DI CORREZZANA

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Correzzana e la sindrome di Calimero

Sul versante delle sinergie con i comuni limitrofi (interpellanza presentata il 7 Agosto scorso, in cui si interrogava l’Amministrazione sul tema del convenzionamento dei servizi e sull’Unione di Comuni come prospettiva perseguibile a lungo termine), nulla da fare. Allo stato dell’arte non ci sono alternative alla richiesta di deroga alla Regione Lombardia per il convenzionamento delle funzioni fondamentali, obbligatorio per tutti i piccoli comuni ad eccezione di quelli definiti “isola”, ovvero confinanti solo con Comuni maggiori (quindi senza obbligo di convenzionamento) e non disponibili al consorzio per le funzioni previste. Correzzana, come Camparada, rientra in questa categoria, pertanto, sulla base di quanto deliberato dalla maggioranza, con ogni probabilità otterrà la deroga senza problemi di sorta.

Noi su questa delibera ci siamo astenuti, non volendo renderci parte attiva di quella che ci appare una mera tattica dilatoria, laddove sarebbe necessaria una forte e chiara strategia a medio lungo termine, che investa seriamente, sistematicamente e con continuità nella strutturazione di percorsi efficaci di collaborazione con i Comuni limitrofi a Correzzana. Di più, questa strategia avrebbe dovuto essere disegnata e messa in atto da almeno 4 anni, quando il dibattito sulla necessità di procedere a sinergie tra enti locali ha cominciato a trasformarsi in obbligo di legge.

Oggi Correzzana, si presenta come un “piccolo comune isola”, posto tra Comuni maggiori apparentemente disinteressati a collaborare sul fronte del convenzionamento dei servizi: questo, oltre a corrispondere solo in parte al vero, non è da considerarsi un destino inevitabile. Di fatto è il risultato di una precisa condotta politica della nostra Amministrazione, che non ha mai investito, se non in modo sporadico, sulla costruzione di sinergie in vista di ottimizzare le risorse e di beneficiare, a tempo debito, delle facilitazioni previste dalla legge per i Comuni che si dimostrano lungimiranti in questo senso (rammentiamo, per inciso, che le Unioni sono esenti dal Patto di stabilità e godono di notevoli benefici fiscali rispetto ai singoli Comuni).

Inoltre, sulla presunta “indisponibilità” dei Comuni vicini al convenzionamento dei servizi, per chi voglia fare una valutazione obiettiva corre l’obbligo di considerare non soltanto le lettere di cortesia inviate ai primi di Novembre dalle Amministrazioni di Lesmo, Camparada, Triuggio e Besana su precisa richiesta della nostra amministrazione, ma anche il totale disinteresse mostrato su questo tema dalla nostra amministrazione negli anni passati, eccezion fatta per quanto venisse tassativamente imposto come obbligo di legge.

Sta di fatto che oggi la deroga all’obbligo del convenzionamento delle funzioni entro il 31 dicembre “salva” a breve termine Correzzana da eventuali sanzioni per inadempienza, ma non la salva da un futuro di insostenibilità nella gestione finanziaria con cui dovrà comunque fare i conti.

Nel deliberare la richiesta di deroga, l’amministrazione sbandiera comunque la volontà di procedere alla ricerca di tutte le possibili sinergie con i Comuni limitrofi (in particolare Lesmo e Camparada) per assicurare servizi efficienti ed efficaci a costi sostenibili. Al di là delle parole, vorremmo vedere i fatti. Da parte nostra vigileremo costantemente su questo impegno, sollecitando l’Amministrazione nella misura delle nostre possibilità.

Sulla prospettiva dell’Unione di Comuni (che secondo noi dovrebbe costituire la stella polare di un percorso di avvicinamento tra Correzzana, Lesmo e Camparada), vista la visione scarsa e forse un po’ confusa che l’amministrazione ha rispetto a questo tema, suggeriamo alla maggioranza i corsi organizzati dall’ANCI, gratuiti e aperti a tutti gli amministratori e consiglieri interessati ad aggiornarsi sugli strumenti per la buona amministrazione, sulla base delle normative in vigore ma anche di un confronto tra esperienze concrete. A noi di Correzzana Viva questi corsi sono stati molto utili.

Resta, per noi, la coscienza che senza una strategia chiara alla luce della quale si programmi e si gestisca il necessario cambiamento sul piano organizzativo, con tutte le difficoltà che può comportare, in vista di maggiori e concreti benefici, ogni tentativo di convenzionamento singolarmente abbozzato, sarà destinato a fare la fine della convenzione per la Polizia Municipale siglata con Lesmo, Camparada e Usmate, ovvero: l’intenzione era buona, il risultato, un disastro. Quindi…torniamo indietro? Non si può. E allora? Lasciamo passare il tempo, mentre il patto di stabilità stringe le morse e i trasferimenti calano. Tanto c’è sempre l’opzione del prelievo fiscale sui cittadini per far quadrare i conti.

Auguri.

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