L' ALTRA VOCE DI CORREZZANA

Informazioni, notizie e aggiornamenti a cura di Correzzana Viva

Buona amministrazione con e senza #

Qualcuno pensa che l’hashtag #‎buonaamministrazione abbia poteri magici e che basti scriverlo per trasformare una pessima amministrazione nella gestione virtuosa di un Comune.

Noi di Correzzana Viva, numeri alla mano, ci impegniamo ancora una volta a diffondere un’informazione basata sui dati e non sulle belle parole e le centinaia di visualizzazioni sul nostro sito, in costante crescita, ci confortano del fatto che questo modo di fare sia pienamente apprezzato.

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Detto ciò, riprendiamo da quanto paga il Comune di Correzzana per mantenere il cane Rusty in un canile di Lissone, ovvero 1.600 euro l’anno. Fa benissimo, intendiamoci: Rusty non ha colpa per essere randagio e ha diritto a essere nutrito e accudito a spese della collettività.

Per contro, i bambini le cui famiglie sono povere e non riescono a pagare la mensa scolastica, a Correzzana sono un problema! Infatti ai loro genitori il Comune proporrà di barattare il costo dei loro pasti con un lavoro socialmente utile svolto a favore del Comune.

Noi di Correzzana Viva pensiamo che il Baratto Amministrativo sia uno strumento positivo ed estremamente utile in molti casi, da valutare attentamente uno a uno, non solo sulla base dell’ISEE, perché le difficoltà nelle famiglie si manifestano in modi diversi, situazione per situazione. A parità di senso civico e buona volontà, non è detto che il Baratto Amministrativo sia una buona soluzione per tutti.

Coscienti di ciò, dalla casistica dei possibili beneficiari (ovvero le famiglie che hanno un ISEE inferiore al minimo reddituale, che hanno tributi comunali non pagati fino all’anno 2014), vorremmo che fossero a monte escluse le categorie più deboli: ovvero i bambini, gli anziani, quanto meno quelli sopra i 75 anni e le persone con disabilità.
Per i debiti relativi a queste categorie di persone, riteniamo che il Comune dovrebbe semplicemente farsi carico dei costi scoperti, come segno di civiltà, di attenzione e di concretezza nel sostegno alla famiglia.

I bambini, in quanto tali dovrebbero venire garantiti nei bisogni fondamentali (mangiare ed andare a scuola sono tra questi) e tutelati dalla discriminazione a prescindere dalla situazione economica o dalla condotta dei loro genitori. Uno scrupolo analogo vale per i disabili, nel momento in cui il cui peso economico per la loro assistenza ricada su famiglie non benestanti. Gli anziani oltre una certa età, spesso non sono in condizioni di salute sufficienti per lavorare: del resto, magari l’hanno fatto per tutta la vita, e ora per loro dovrebbe essere il tempo del riposo. Questo ci aspetteremmo che accada in una comunità mediamente civile ed evoluta (a dire il vero era così anche nelle nostre vecchie comunità rurali e spesso è ancora così in molte comunità del famigerato “terzo mondo”, in cui bambini, disabili e anziani non autosufficienti sono presi in carico dalla collettività, non per imposizione amministrativa, ma per consolidato senso morale e solidarietà diffusa).

Fatalità, nel comunicato ufficiale diffuso dalla Giunta comunale per annunciare la proposta del Baratto Amministrativo, si parla proprio dei mancati pagamenti per la mensa scolastica e il trasporto pubblico (specifichiamo che gli unici trasporti pubblici organizzati a Correzzana ci risultano essere il bus che porta i bimbi a scuola e le navette che accompagnano malati e disabili alle strutture di accoglienza e cura). Nello stesso comunicato, inoltre, il sindaco parla dei pensionati minimi che presumibilmente, almeno in buona parte, non saranno giovani in età da lavoro.

Come dire, partiamo male!

Concretamente, quanto incidono questi debiti sul bilancio comunale?

Al momento risulta impossibile estrarre dall’Ufficio competente le cifre esatte, ma di certo possiamo affermare che incidono poco. Anzi, pochissimo se confrontiamo questi importi con quelli ben più cospicui che mancano su altre voci di entrata. Nel succitato comunicato, il credito comunale alla voce “mensa e trasporto pubblico” è indicato in 8.000 euro complessivi  e nemmeno si sa se tutti riguardino famiglie realmente indigenti.

Nulla a che vedere con gli 800 mila euro di oneri di urbanizzazione trasformati in opere a scomputo e poi mai realizzate dal famoso costruttore  ora fallito, e nemmeno con i 252 mila euro di debiti su IMU e TASI accumulati dalla stessa persona fin dal 2012: importi che a tempo debito non sono stati neppure notificati e nemmeno con i 50.718 euro spesi dal Comune in avvocati e notai in vari meandri della stessa vicenda, guarda caso tutti nel corso degli ultimi 18 mesi, ovvero da quando siamo arrivati noi a rompere le uova nel paniere!

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Una montagna di risorse sottratte alla collettività anche grazie all’inserzia dell’amministrazione e che avrebbero potuto essere usate, per esempio, per pagare un piatto di pasta ai bambini bisognosi, o per sgravare la TASI agli anziani che non riescono a pagarla.

#‎buonaamministrazione, a nostro umile parere, è quella che si fa carico dei veri problemi del Comune e della sua popolazione, a partire da un bilancio che deve essere fatto quadrare con equità’, solidarietà’ verso i meno fortunati e polso duro verso i furbi e i delinquenti.

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