L' ALTRA VOCE DI CORREZZANA

Informazioni, notizie e aggiornamenti a cura di Correzzana Viva

Incendio del 4 novembre 2017 in via Principale: amianto e bugie

Premessa: quanto segue è una sintetica ma scrupolosa ricostruzione fatta a partire dall’analisi dei documenti presenti in Municipio, da noi esaminati a fronte di accesso agli atti. Si tratta di atti pubblici, accessibili a ogni Cittadino mediante formale richiesta in Comune.

Consigliamo caldamente la lettura a chi voglia farsi un’idea indipendente, lontano dalle sterili schermaglie politiche. Su un tema delicato come la salute, solo la sostanza conta, e non ha colore.

L’incendio

4 novembre 2017: il capannone di via Principale 33 a Correzzana va a fuoco. L’immobile, di proprietà di ICCREA Banca Impresa, è in uso a fronte di contratto di leasing ai fratelli Piazza. A dire il vero quel contratto è stato risolto da ICCREA per inadempimento dell’utilizzatore, tuttavia al momento dell’incendio la banca non è ancora entrata in possesso dell’edificio.

Sul posto, quella sera, c’è un comprensibile dispiegamento di forze: pompieri, ARPA, ATS; accanto a loro, sindaco e vicesindaco di Correzzana. Siamo in una botte di ferro.

La copertura del capannone è in cemento-amianto – lo sanno tutti. Se mai qualcuno lo ignorasse, è lo stesso utilizzatore dell’immobile a dirlo ai tecnici dell’ARPA. La sua dichiarazione compare infatti nel loro verbale di intervento in emergenza. Eppure, misteriosamente, nello stesso verbale una riga più sotto si legge che “i Vigili del Fuoco hanno verificato con apposita attrezzatura che nell’area dell’incendio non vi era presenza di amianto”

Nel paese dove l’acciaio dei canestri si “affloscia”, possiamo ben immaginare che l’amianto della copertura di un capannone, rompendosi e infrangendosi al suolo si smaterializzi senza lasciare traccia…ma tant’è.

Tanto basta alla giunta comunale per diramare la sera stessa un comunicato che tranquillizza la popolazione: fiamme domate, esclusi pericoli.

I dubbi e le preoccupazioni 

Passano ore e giorni. Il 7 novembre un Cittadino residente nelle immediate vicinanze del capannone bruciato dà il via a una lunga serie di comunicazioni e di incontri, con il Comune, con l’ATS e con l’ARPA, nel vano tentativo di farsi ascoltare. Non solo la sua abitazione è rimasta danneggiata dall’incendio, ma nel suo giardino ci sono frammenti di copertura del capannone, che hanno tutta l’aria d’essere di amianto. Preoccupato, il Cittadino riesce ad ottenere un sopraluogo dal responsabile dell’Ufficio tecnico comunale (il Geom. Vimercati). Quest’ultimo, recatosi a casa del Cittadino il 12 Novembre, vi conferma la presenza di “pezzi di copertura del fabbricato incendiato (eternit?)”…

Il Cittadino ottiene anche udienza dal sindaco, che gli promette la consegna dei rapporti delle analisi del terreno per verificare la presenza di amianto e l’emissione di un’ordinanza urgente per la messa in sicurezza dei luoghi. Siamo a fine Novembre, metà Dicembre.

20 novembre 2017: l’evidenza scientifica

Negli stessi giorni, precisamente il 20 novembre 2017, un tecnico dell’ATS Brianza giunge in Comune a Correzzana, incontra il responsabile dell’UTC e gli consegna a mani un foglio, che il Comune di Correzzana ha cura di fotocopiare e vidimare per ricevuta. Il documento riporta i risultati delle analisi eseguite da un chimico dell’ospedale di Desio su campioni di suolo prelevati nell’area dell’incendio l’analisi conclamava la presenza di amianto, nelle forme crisotilo e amosite.

Inaudito!!!
Anche di fronte all’evidenza scientifica, l’amministrazione comunale non ritiene di dovere o volere allertare i cittadini!!!

Scomode responsabilità

Passano le settimane, i mesi. Nulla accade. I Correzzanesi continuano a fare jogging nei pressi del rogo e dormono sonni tranquilli grazie al comunicato dell’amministrazione comunale, che dichiara l’assenza di amianto ed esclude rischi per la salute. Tutti i Correzzanesi, tranne uno (il Cittadino di cui sopra, che non ha ancora ricevuto le risposte alle sue domande, né ottenuto i provvedimenti richiesti). E tranne gli esponenti di Correzzana Viva, che all’oscuro delle vicende del Cittadino, non fidandosi minimamente delle dichiarazioni del sindaco, contattano ARPA, ATS e Vigili del Fuoco per andare direttamente a fondo della questione. Le preoccupazioni sulla presenza di amianto nell’area erano infatti accresciute dall’evidente ritardo nella messa in sicurezza dei luoghi e dal circolare di indiscrezioni circa una necessaria bonifica dell’area, prima che dei comuni operai potessero entrarvi per rimuovere le macerie.

Risultato delle nostre richieste di informazioni e accesso ai verbali:

  • ARPA: non pervenuta. Alle domande poste al telefono ai funzionari, la risposta è sistematicamente stata “la questione non è di nostra competenza” (!!!).
  • I Vigili del Fuoco (ai quali abbiamo inoltrato formale richiesta di accesso al verbale di intervento) ci hanno risposto che OCCORREVA IL NULLAOSTA DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA, presso la quale la pratica dell’incendio era stata depositata (siamo ancora in attesa).
  • I funzionari dell’ATS (Dipartimento Prevenzione e sicurezza sul lavoro) ci hanno confermato lo stallo di qualsiasi attività nell’area fino a necessaria bonifica del sito, indicando nel SINDACO l’autorità con potere di assumere provvedimenti a tutela della salute pubblica, a  cui eventualmente rivolgersi.

Balletti di carte

Nel frattempo l’indomito Cittadino continua la sua pressione sulle Istituzioni, a fronte della quale il 15 Dicembre 2017 l’UTC scrive per la prima volta all’ATS, senza citare l’amianto ma riportando di aver ricevuto segnalazioni da Cittadini residenti in aree limitrofe a quella dell’incendio sulla presenza di residui di copertura del capannone bruciato nelle loro proprietà, e chiedendo approfondimenti. Come mai??? – vi chiederete. Non aveva già in mano i risultati delle analisi dal 20/11??? Bella domanda.

Il 21 dicembre ICCREA Banca Impresa (società di leasing di fatto proprietaria del capannone bruciato) scrive al Comune di Correzzana. In questa lettera ICCREA dichiara:

  • che fino a quel giorno il sig. Piazza in veste di UTILIZZATORE aveva avuto la piena disponibilità dell’immobile andato a fuoco, nonostante il contratto di locazione fosse stato risolto per inadempienza;
  • che nonostante la società fosse estranea ai fatti che hanno causato l’incendio, si stavano attivando le procedure per la presa in carico dell’immobile, in modo da poter provvedere alle necessarie operazioni di messa in sicurezza.

Seguono settimane di totale silenzio (Babbo Natale arriva e se ne va…l’amianto resta).

Al rientro in ufficio, il 9 gennaio 2018 l’UTC scrive di nuovo all’ATS (a un diverso indirizzo); in copia anche ARPA, che risponde il 23 gennaio declinando ogni responsabilità in materia (!!!) Stavolta l’UTC chiede approfondimenti a fronte di segnalazioni circa la presenza di frammenti di copertura del capannone bruciato di via Principale 33 nelle proprietà limitrofe e specifica i dubbi circa la presenza di amianto. Ma come??? Non aveva già in mano i risultati delle analisi fin dal 20/11/2017??? (E’ sempre una bella domanda).

Lo stesso 9 gennaio, 2 mesi dopo l’incendio, l’UTC scrive (per la prima volta) anche ai fratelli Piazza e a ICCREA Bancaimpresa, chiedendo gentilmente di farsi carico delle misure necessarie alla messa in sicurezza dell’area interessata dall’incendio.

Pochi giorni dopo, il 15 e il 22 gennaio, il Cittadino riceve nel giardino della sua abitazione due distinti sopraluoghi da parte del’ATS: in entrambi i casi i tecnici verificano la presenza dei residui di amianto e contestualmente provvedono alla loro sommaria rimozione.

Il 26 gennaio 2018 curiosamente un funzionario dell’ATS scrive al Geom. Vimercati, chiedendo il numero di protocollo assegnato dal Comune di Correzzana al documento da lui stesso consegnato brevi manu al Geometra Vimercati durante l’incontro avvenuto il 20 novembre 2017 (!!!)

Dalla documentazione a nostre mani non risulta che l’UTC abbia mai risposto a quella email. Del documento allegato poi, nessuno sembra aver più saputo nulla, dato che in una comunicazione inviata all’ATS il 19 Febbraio il Geometra Vimercati affermerà di non averlo mai ricevuto (!!!)

A 3 mesi dall’incendio, alla popolazione residente ancora nessuna informazione perviene dal comune: le mamme Correzzanesi continuano a passeggiare nella zona con i loro bimbi in carrozzina, all’Oratorio lì vicino si preparano i carri di Carnevale, i runners proseguono imperterriti i loro allenamenti senza preoccuparsi di nulla e al Cittadino di cui sopra nessun riscontro concreto è fornito dall’amministrazione comunale, né da altri.

La svolta

Il 5 febbraio 2018, preoccupati per i ritardi nella messa in sicurezza dell’area e per le sempre più diffuse indiscrezioni sulla presenza di amianto, noi di Correzzana Viva decidiamo di scrivere all’amministrazione comunale, in copia all’ATS e all’ARPA, segnalando la questione e sollecitando due cose:

  1. l’urgenza degli interventi per la messa in sicurezza dell’area
  2. una corretta informazione ai Cittadini, a tutela della loro salute.

Contestualmente, cosa che sembra dare molto fastidio ai nostri interlocutori, pubblichiamo la lettera.

LEGGI LA LETTERA

La stessa verrà ripresa dal Giornale di Vimercate nella successiva edizione e pubblicata insieme alla risposta (indecente) dell’amministrazione comunale. Quella risposta da schiaffi tutti la ricorderete:

 

Nel frattempo…magia!!! Con il consueto disarmante tempismo, accade qualcosa. Anzi, due.

Il 9 febbraio lo zelante sindaco, preoccupato evidentemente di tutto TRANNE che della salute dei suoi Cittadini”, invia al Direttore dell’ATS una lettera in cui, distorcendo il contenuto e il senso della nostra comunicazione del 5 febbraio, gli chiede di sapere con quali funzionari gli esponenti di Correzzana Viva abbiano parlato e quando…vista la possibile gravita’ delle loro affermazioni (!?!?!)

Lasciamo a voi ogni giudizio su un sindaco che consapevole della presenza di amianto, cosciente dei gravi rischi per la salute e conscio dello stato di rischio in cui versa la sua popolazione, invece di precipitarsi ad informare tutti del pericolo (cosa che avrebbe dovuto fare fin dal principio per consentire alle famiglie di proteggersi) si preoccupa di attaccare la minoranza, “colpevole” solo di aver chiesto lumi e sollecitato un intervento.

A questo link trovate il “capolavoro”, degno solo di un indagato per corruzione aggravata.

Per inciso: se con questo Frottolo pensava di intimorirci, sappia che ci ha solo fatto schifo.

Nel mentre, tuttavia, il 6 febbraio accade qualcos’altro, decisamente più significativo.  l’ATS emette una comunicazione (protocollata dal Comune di Correzzana il 13/2), in cui:

  • ribadisce la presenza di amianto “come già da comunicazione consegnata il 20 Novembre”,
  • sottolinea l’estrema pericolosità della situazione
  • ed intima al Comune di emettere un provvedimento urgente verso la proprietà per la messa in sicurezza dell’area.

Risultato: il 15 febbraio 2018 il sindaco emette un’ordinanza contingibile e urgente verso la proprietà del capannone, intimando entro 30 giorni la bonifica dell’area e la messa in sicurezza dell’edificio. A questo link il testo dell’ordinanza, pubblicata sull’albo pretorio online solo il 21 Febbraio.

LEGGI L’ORDINANZA

Al resto dei cittadini, manco a dirlo: nessuna informazione.

Tattiche di scaricabarile

Il 19 Febbraio (4 giorni dopo l’emissione dell’ordinanza) l’UTC scrive all’ATS, curiosamente dichiarando di non aver ricevuto da questa “nessuna specifica analisi con riferimenti all’incendio, né alcuna comunicazione accompagnatoria” e chiedendo di ricevere i risultati delle analisi (!!!) “con le relative indicazioni per la completezza della pratica”.

Si, lo sappiamo, sembra incredibile…ma è così.

Dal momento che il foglio con i risultati delle analisi era contenuto nella documentazione fornitaci dagli stessi Uffici Comunali al momento della nostra richiesta di accesso agli atti, abbiamo pensato che si trattasse di una svista e abbiamo ri-inviato al Resp. UTC il documento scansionato. La risposta del Geometra Vimercati è da non credere:

Morale: da parte del tecnico, un penoso tentativo di scaricare le responsabilità, lasciando intendere che anche a fronte dell’informazione ricevuta a mano il 20/11 la forma verrebbe prima della sostanza, la “lettera di accompagnamento” prima dei risultati delle analisi, la “pratica” prima della salute dei Cittadini. Per la cronaca, noi al Vimercati abbiamo risposto così (nascondiamo i nomi a tutela della privacy di funzionari ATS solo tecnicamente interessati dalla vicenda):

Ma la Legge parla chiaro circa i poteri ordinari e straordinari conferiti ai Sindaci in materia di salute pubblica nel caso in cui questa venga messa a repentaglio!

Epilogo (provvisorio)

A fronte di quanto letto e compreso, pensavamo che il 20 novembre 2017 fosse la data chiave, a partire dalla quale l’amministrazione Corbetta, avendo avuto evidenza della presenza di amianto in via Principale 33, avrebbe dovuto tempestivamente avvisare la popolazione del rischio ed assumere i necessari provvedimenti.

Invece…siamo stati spiazzati da un articolo de Il Cittadino, che accanto alle nostre posizioni riportava alcune raggelanti dichiarazioni del sindaco:

“Della presenza di amianto sapevamo già dalla sera dell’incendio. Era riportato nel verbale dei Vigili del Fuoco. Si trattava però di amianto isolato e trattato…”

…”isolato e trattato”…come se quella sera Frottolo non avesse visto con i suoi occhi la copertura del capannone infrangersi e crollare a terra, e le lastre di amianto frantumarsi in microscopici frammenti che nelle ore e nei giorni successivi il vento ha portato ovunque!!!

E ancora…“Non possiamo prendere iniziative personali. E’ necessario attenersi alla legge, aspettando le comunicazioni ufficiali degli Enti di competenza, e così abbiamo fatto”.

Bene, sappiate che questo è l’esatto contrario di cio’ che la legge prevede!

Ai sensi del DLg 299/99 (decreto Bindi) e della Direttiva Seveso, nessuno aveva piu’ competenza del sindaco nel gestire la situazione a tutela dei cittadini!

Inoltre “Secondo la Cassazione penale, ai sensi dell’art 54 d.lgs. 18.8.2000 n.267, il Sindaco, quale ufficiale del Governo “adotta, con atto motivato e nel rispetto dei princìpi generali dell’ordinamento giuridico, provvedimenti contingibili e urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità dei cittadini; per l’esecuzione dei relativi ordini può richiedere al prefetto, ove occorra, anche l’assistenza della forza pubblica“.
Ne consegue che nel potere del Sindaco non sono più ravvisabili le limitazioni per materia previste dalla legislazione anteriore; egli invece, deve adottare i provvedimenti contingibili e urgenti necessari a tutelare l’incolumità dei cittadini, prendendosene in carico tutta la responsabilità civile e penale senza possibilità – se non parziale – di trasferirla su altri soggetti. E’ questa una sua precipua attribuzione.
Secondo il Consiglio di Stato (n. 125 del 4.2.1998) inoltre, l’adozione di ordinanze contingibili e urgenti non richiede formule o formalità o procedure specifiche, proprio a cagione dell’estrema urgenza che le impone, contando ai fini della legittimità dell’atto solo l’effettiva esistenza di una situazione di pericolo imminente al momento dell’adozione dell’ordinanza.”

dall’alto del suo ventennio di amministrazione, l’esperto Frottolo queste cose le sapeva benissimo. come benissimo sapeva, fin dal principio, che c’era l’amianto. e nonostante ciò, col supporto del suo fedele scudiero (o reggi-moccolo, come preferite) non ha detto niente a nessuno, privando i cittadini del loro sacrosanto diritto a essere resi consapevoli di quanto succedeva loro intorno, minando la loro salute.

Dimissioni, subito!!!

A fronte di quanto sopra esposto, non vediamo alternative alle dimissioni del sindaco, della giunta comunale e di tutta la maggioranza che li sostiene. E non certo perchè ci piace “strumentalizzare” (come qualche coda di paglia ha tentato di insinuare), bensì perchè situazioni come questa, che non avrebbe mai dovuto verificarsi, non abbiano a ripetersi!!!

Altro che rivoluzione del buon senso (slogan pOLITICO del capogruppo di maggioranza, Massimiliano Capitanio, candidato alla camera in quota lega nord)!!!

Qui non solo il buon senso comune, ma la legge stessa avrebbe voluto che la salute dei cittadini fosse messa dal sindaco per primo in priorità assoluta su qualunque altra questione!!!

 

Se sai che c’e’ dell’eternit in quelle condizioni, la prima cosa che fai – da persona responsabile prima ancora che da amministratore – e’ consentire alla gente di proteggersi dal grave rischio a cui e’ esposta.

Qui e’ stato fatto il contrario. la realta’ e’ stata (tanto per cambiare) occultata, e’ stato diramato un comunicato in cui si eslcudeva ogni rischio e per 3 mesi e mezzo non e’ stato dato aggiornamento alcuno, nonostante nel frattempo la verità venisse a galla per mille rivoli!!!

E quando i rappresentanti dell’odiata opposizione (noi) si fanno avanti (peraltro in modo formalmente ineccepibile) per sollecitare misure in questa direzione, cosa fanno i nostri “eroi”???

In perfetto stile “Unti per Correzzana”: PRIMA LI INSULTANO E LI OFFENDONO PUBBLICAMENTE, poi CERCANO MALDESTRAMENTE DI DENIGRARLI PRESSO GLI ENTI COMPETENTI e infine… CON OLTRE 3 MESI DI RITARDO FANNO ESATTAMENTE CIO’ CHE L’OPPOSIZIONE CHIEDEVA: OVVERO L’ORDINANZA CHE AVREBBE DOVUTO USCIRE A NOVEMBRE 2017!!! Chapeau: uno stile impeccabile.

Resta, come sempre, la domanda chiave: PERCHE’??? 

A questa domanda risponderanno gli eventi dei prossimi mesi, quando si capirà il destino finale dell’area oggetto dell’incendio…sotto il profilo urbanistico (da 20 anni a questa parte, l’unico che conti a Correzzana).

Per universale opportuna conoscenza, sappiate che il PGT prevede in quell’area un intervento di riconversione da produttivo a residenziale. prevede edifici di max 2 piani mediante intervento subordinato a piano attuativo o permesso di costruire convenzionato (come per l’inceneritore…chissà se stavolta se ne ricorderanno!)

La volumetria massima prevista è pari a Metri Cubi 7.380 per complessivi 30-35 appartamenti a seconda della taglia.

Così, solo per esserne informati.

Nel frattempo possiamo tirare le somme rispetto al come questa delicatissima vicenda è stata gestita dal Comune.

quel che è certo è che un’amministrazione capace di un comportamento tanto irresponsabile non merita fiducia: come credere ancora alle loro dichiarazioni???

Non fossero bastati 20 anni di bugie raccontate a proposito del polifunzionale, le opere a scomputo mai rendicontate, il centro sportivo appaltato agli amichetti, i locali abusivi nel seminterrato della scuola, le evasioni imu, i crediti tributari non iscritti a bilancio, l’inceneritore di via monterosa (…l’elenco è lungo)…questa dell’amianto le supera tutte in gravita’ tutte le altre, perche’ mette a repentaglio la nostra salute!!!

Correzzana non merita un sindaco indagato per corruzione aggravata per fatti a tutti noti, ne’ amministratori capaci di ignorare cosi’ spudoratamente l’interesse della comunità.

LA GIUNTA CORBETTA PUO’ FARE SOLO UNA COSA UTILE PER I SUOI CITTADINI: DIMETTERSI E COMINCIARE A PREPARARE LA PROPRIA DIFESA PRESSO LE AUTORITA’ COMPETENTI. 

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