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L’incredibile storia del canestro non caduto

Interpellato sul crollo del canestro al centro sportivo in vista di un approfondimento delle responsabilità dell’impresa appaltatrice e del direttore lavori nel posizionamento improprio dell’attrezzatura (interpellanza presentata il 7 Agosto sul tema Strutture e attrezzature del Centro sportivo), il Sindaco risponde leggendo la relazione dell’Ufficio tecnico, secondo cui il canestro sarebbe stato accompagnato alla caduta dai gestori del Centro Sportivo, ovvero i responsabili del bar Tijuana, preoccupati per la rilevata instabilità dell’attrezzo. Di fatto, come da noi abbondantemente documentato, il canestro era fissato al pavimento con soli 5 fisher, in assenza di plinto e piastra tirafondi come sarebbe dovuto essere stando agli obblighi di legge e computo metrico preliminare. Il punto chiave della nostra sollecitazione era proprio questo: in qualunque modo il canestro sia venuto giù, l’irregolarità dell’installazione è conclamata e la ricerca delle responsabilità non solo opportuna, ma obbligatoria.

corruzione

Su questa base l’Ufficio tecnico si è debitamente mosso e ha interpellato sull’accaduto il Direttore Lavori (DL) le due società appaltatrici dei lavoro al Centro sportivo (opera realizzata – lo ricordiamo – tra il 2005 e il 2011, a scomputo di oneri di urbanizzazione e standard qualitativi dovuti per la realizzazione del complesso di via Majorana), ovvero: la società Tizio e la Caio.

Informato dell’accaduto, il DL constata la mancanza, nella documentazione archiviata, del certificato di corretta installazione dei canestri (ops, era sfuggito?). Precisiamo che il collaudo definitivo del Centro sportivo si è concluso solo nel 2011, a fronte (anche) di un altro intervento resosi necessario a supporto dello sgretolamento dei muretti che sorreggono le recinzioni: il tempo per produrre la documentazione, ci sembra, è stato abbondante.

Ora, la società Caio, responsabile della prima realizzazione del campo da basket tra il 2005 e il 2006, giura di aver posizionato i canestri nel modo corretto, con tanto di plinti e tirafondi. Ohimè tanto aveva lavorato bene Caio, che già al primo collaudo effettuato nel 2007 venivano evidenziate diverse manchevolezze, tra cui la pavimentazione del campo, di cui veniva richiesto il rifacimento poiché si sgretolava prematuramente.

Il rifacimento è stato quindi affidato alla società Tizio, che secondo Caio avrebbe rimosso plinti e tirafondi senza poi riposizionarli come dovuto. A fronte di conclamata inadempienza, da parte di qualcuno, sull’installazione dei canestri, non restano che le vie legali. Il Comune sta quindi procedendo per questa strada contro la società Tizio che tuttavia (oh no!) si trova in stato di liquidazione.

Qui ci limitiamo ad esprimere il nostro rammarico per la superficialità non solo di chi ha lavorato alla realizzazione di un’opera utilizzata ogni giorno dai nostri bambini e – a prescindere dal buon esito finale – ha messo a repentaglio la nostra sicurezza a biechi fini di maggior profitto, ma anche di chi (non) ha controllato in modo adeguato. Sul ruolo dell’Amministrazione in tutto questo non ci pronunciamo, se non per sottolineare un dettaglio: la società Tizio è la medesima grazie alla quale il cantiere del Centro Polifunzionale si è fermato e non ripartirà a breve.

Ma di questo parleremo più in là.

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