L' ALTRA VOCE DI CORREZZANA

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Nuova edilizia per il tempo libero a Correzzana

C’era una volta a Correzzana un maneggio: uno splendido maneggio dove nel tempo libero la gente andava a cavallo. Il maneggio era frequentato dai correzzanesi, ma anche da forestieri, ci si andava per cavalcare, passeggiare o anche per mangiare nell’ottima trattoria locale perché, diciamolo, quel posto era proprio bello, ben curato, un fiore all’occhiello per il paese, in un’area incastrata tra la zona abitata e una stupenda vista sul Resegone.

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Non a caso nel PGT quella zona era stata vincolata ad “aree ed attrezzature per il tempo libero”.

Per questo nessuno si stupì quando, nel corso del 2014, venne richiesto dalla proprietà e rilasciato dal Comune un permesso di costruire inerente l’edificazione di una nuova arena coperta, un galoppatoio per i cavalli, di 2.100 mq.

In realtà, stando alle “norme tecniche di attuazione” del PGT – art. 44, nelle aree per attivita’ per il tempo libero le nuove costruzioni sono possibili solo nei “casi di manutenzione ordinaria e straordinaria, recupero e risanamento conservativo degli edifici esistenti”. In tutti gli altri casi ci vuole un “permesso di costruire convenzionato”. Ovvero un particolare tipo di permesso, assimilabile a quello rilasciato per i piani attuativi, con cui il Comune vincola il richiedente a realizzare – contestualmente all’opera che gli interessa – altre opere di interesse pubblico a beneficio dell’area interessata dalla costruzione. Come ad esempio asfaltare una strada, fare un marciapiede, mettere un lampione, arredare una zona verde, insomma cose che servono nella zona.

Come mai in questo caso sia stato rilasciato un permesso di costruire “semplice”, nessuno lo sa. Quel che è certo, è che su questa precisa base, quel titolo non e’ legittimo.

Con grande stupore di tutti, più o meno nello stesso periodo in cui viene richiesto il permesso di costruire per l’arena coperta, nel maneggio alcuni recinti scompaiono e di punto in bianco i cavalli sembrano non essere più benvenuti. Come mai? Nessuno lo capisce. In breve i proprietari dei cavalli si risolvono a portarli altrove: il maneggio a Correzzana smette di essere un’attrazione e cade in apparente disuso e, trattandosi di insindacabili affari della proprietà, nessuno si permette di giudicare.

A maggio dello stesso anno ci sono le elezioni amministrative, vinte per la quarta volta consecutiva dalla stessa maggioranza.

Esattamente nove giorni dopo la comunicazione dell’esito elettorale, in Comune viene protocollata una richiesta di parere preventivo per una variante al progetto dell’arena coperta.
La variante consiste nella costruzione aggiuntiva di un forno inceneritore per animali d’affezione, non esattamente un dettaglio o un’inezia rispetto al progetto originario che prevedeva un galoppatoio: da lì a poco l’ufficio tecnico comunale rilascia un parere favorevole.

veritàChi in Comune fosse consapevole di questo passaggio, non ci è ovviamente dato sapere con certezza. Logica vorrebbe che l’assessore all’urbanistica e i membri della giunta qualcosa dovessero sapere. Che il responsabile dell’ufficio tecnico si sia preso la briga di contattare verbalmente (come ci è stato riferito successivamente) l’estensore del PGT, ma abbia rigorosamente tenuto all’oscuro il sindaco-assessore, ci sembra abbastanza surreale. Invero ci vien da pensare che per nessuno dell’amministrazione la situazione del maneggio fosse un mistero, dato che il 6 dicembre 2014 la maggioranza al completo sceglie proprio il ristorante del maneggio (ormai già quasi sempre chiuso) per una bella cena di lavoro, avendo cura di comunicarlo a tutto il paese via facebook e dicendo che in tal modo “sostenevano l’economia locale”!

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Da allora il tempo passa  e del famoso galoppatoio nessuna traccia. In compenso prosegue l’istruttoria dei permessi per l’inceneritore di piccoli animali convocando la conferenza dei servizi e nel gennaio 2016 l’ufficio tecnico rilascia per via Monterosa 19 un permesso di costruire in variante, che aggiunge al progetto la costruzione del forno.

I lavori cominciano nella primavera del 2016 e i cittadini – soprattutto quelli residenti in zona – pensano “Oh, finalmente fanno il galoppatoio!” anche perché della famosa variante nessuno era stato informato.

E invece no. Dopo un po’, vedendo che al posto di un galoppatoio coperto veniva su una costruzione chiusa con dei grossi tubi per il trasporto di metano, ai vicini di casa sorge qualche dubbio. I residenti si informano e vengono a sapere per vie diverse che si sta costruendo un inceneritore per piccoli animali. Ne chiedono notizie alla maggioranza, via facebook, ma non ottengono risposta. Ne chiedono notizie al sindaco in persona, informalmente: le informazioni ricevute risultano frammentarie e insoddisfacenti.

Alla fine approdano a Correzzana Viva, che apre un’inchiesta.

Dall’esame delle carte da noi condotto a posteriori sulla pratica risulta evidente che:

  • il titolo sulla base del quale i lavori si stanno svolgendo è illegittimo: il pdc per l’edificazione di un’arena coperta (o per qualsiasi altra nuova costruzione in quell’area) avrebbe dovuto essere rilasciato in forma convenzionata;
  • il vincolo di destinazione dell’area da pgt pregiudica la validità della procedura di rilascio del pdc in variante (leggi: in una zona vincolata alle attività per il tempo libero un galoppatoio ci sta bene, un forno inceneritore per animali no).

Su questa base lo scorso 23 novembre abbiamo protocollato all’ufficio tecnico comunale una comunicazione firmata dai nostri due consiglieri e sottoscritta da 38 residenti nella zona di via Monterosa, in cui si intima al responsabile dell’ufficio di procedere ai sensi di legge per riportare la pratica entro i termini di legge.

A quella comunicazione attendiamo dall’ufficio risposte concrete.

Al sindaco che dice che sul fatto “ha già interloquito con la Regione Lombardia per chiedere la revisione complessiva della pratica”, rispondiamo con una richiesta di accesso agli atti attraverso la quale intendiamo:

  1. visionare le comunicazioni inviate dal sindaco alla regione su questo tema;
  2. nel caso (come sembra essere abitudine di questa amministrazione) non ci siano comunicazioni scritte, ma solo “conversazioni telefoniche”, vogliamo sapere con quali uffici regionali il sindaco si sarebbe interfacciato e i nomi dei funzionari con cui ha interloquito.

Perché se è vero che come lui dice: “ognuno fa politica a modo suo”, alla presa in giro dei cittadini deve essere posto un limite.
Di fronte una procedura che manifesta pesanti irregolarità (evidenti anche a un analfabeta dell’edilizia), da un sindaco e da un assessore all’urbanistica ci aspettiamo ben altro impegno nel ristabilire l’ordine e nel far rispettare la legge. Scaricare tutta la responsabilità sul tecnico e tirare in ballo un’istituzione (la Regione) che non ha titolarità di arbitraggio sulla procedura di rilascio di un permesso di costruire, porta come unico risultato un’enorme perdita di tempo a danno dei cittadini che in questa situazione sono e permangono parte lesa.

Ripensandoci in effetti un altro risultato lo porta: dimostra come unica e indiscutibile competenza del sindaco quella di raccontare con toni altisonanti una serie infinita di frottole.

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