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Recupero crediti nel Comune di Correzzana: un tempismo perfetto!

recupero creditiDavvero sbalorditiva la tempistica con cui l’amministrazione di Correzzana sta diffondendo, anche a mezzo stampa, l’introduzione del Baratto Amministrativo come misura a favore delle fasce deboli per il recupero crediti, in particolare di tutti coloro che hanno un ISEE inferiore al minimo reddituale, che hanno tributi comunali non pagati fino all’anno 2014, iscritti a ruolo e non ancora regolarizzati.

Ciò di cui forse non si parlerà mai è che lo scorso 14 gennaio 2016 una delibera della Giunta comunale ha autorizzato il sindaco a presentare istanza di ammissione al passivo del fallimento Delfina Lucia srl. In detta delibera si stabilisce di dare mandato all’avv. Paganelli per il recupero dei crediti tributari mai pagati dal costruttore.

Questa operazione è talmente importante per il bilancio comunale che l’autorizzazione a procedere viene data prima ancora di conoscere il preventivo dell’Avv. Paganelli per seguire la pratica.

La parte più interessante di questa delibera è l’elenco dei crediti vantati dal Comune verso il debitore.

Secondo quanto noi di Correzzana Viva sappiamo, avrebbe dovuto trattarsi dei famosi 156.377 euro per l’IMU sugli appartamenti invenduti, dovuta dal gennaio 2012 al giugno 2013, notificati al debitore il 3 marzo del 2014 e che per recuperare i quali, il 20 dicembre 2014, era stato dato mandato sempre all’Avv. Paganelli di intraprendere un’azione legale in sede civile.

Parliamo, per intenderci, degli stessi 156 mila euro a causa dei quali abbiamo più volte dibattuto in Consiglio Comunale, avendo rilevato che, contro tutte le elementari norme di trasparenza e integrità, questa cifra è stata iscritta nel bilancio comunale, dal consuntivo 2014 in poi, per soli 55 mila.

Nella delibera del 14 gennaio 2016, con nostra grande sorpresa, accanto ai 156.377 euro compaiono nuovi 95.787 di IMU e TASI dovute dal 1 luglio 2013 al 31 dicembre 2015, per un totale di euro 252.164.

Curioso, perché quando lo scorso anno, avendo intercettato sull’albo pretorio online la delibera di giunta che dava mandato al Paganelli per il recupero dei 156 mila, eravamo andati a verificare in Municipio e lì ci avevano rassicurato sul fatto che quelli erano tutti i debiti tributari a carico della Delfina Lucia (almeno tutti quelli di cui il Comune fosse a conoscenza, presumiamo, avendoli accertati).

Ingenuamente non avevamo approfondito con un ulteriore accesso agli atti.

…e la seconda metà del 2013?
…e l’intero 2014?

Incredibilmente, dal testo della delibera del 14 gennaio 2016, sembrerebbe che questi debiti non siano stati mai notificati al costruttore, in quanto la notifica sarebbe stata inviata direttamente alla Curatela fallimentare in data 10 novembre 2015, insieme al dovuto per tutto il 2015!

A questo punto ci chiediamo se e quando siano stati accertati, domanda alla quale saremo in grado di rispondere solo dopo l’accesso agli atti presso l’Ufficio Tributi.

Nel frattempo, pensando al Baratto Amministrativo, ci resta un peso sul cuore. Prendiamo atto che il nostro Comune è oltremodo sollecito nell’accertare, notificare e iscrivere a ruolo i crediti verso le famiglie in crisi, attivandone tempestivamente la riscossione, anche in natura.

Nel contempo, un costruttore accumula 252.164 euro di debiti a cui si aggiungono le opere a scomputo non realizzate o realizzate a prezzi inferiori rispetto al pattuito e il Comune lascia trascorrere anni prima di notificare il debito ed esigerne il pagamento fin quando, guarda caso, il costruttore fallisce.

Quando venisse verificata l’impossibilità di riscuotere in toto o in parte il credito, come la mettiamo?

Logica vorrebbe che anche al costruttore venisse esteso l’istituto del Baratto Amministrativo per risarcire almeno in parte la comunità del danno subito.

Ma il Baratto Amministrativo è un atto volontario che presuppone da parte del debitore buona fede e senso civico. Inoltre anche per vincoli posti dalla legge sull’istituto del Baratto Amministrativo, questa prospettiva non è contemplabile.

Detto ciò, noi di Correzzana Viva riteniamo che il Baratto Amministrativo (introdotto in Italia dalla legge 164 fin dal Novembre 2014) sia uno strumento estremamente utile: su questa base daremo senz’altro il nostro contributo nell’apposita Commissione per far sì che sia realizzato in modo efficace.

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